ECHO
Search Intelligence System

⎯ Console AI · Google Ads · GA4 · HubSpot

Compri parole chiave.
Ma le persone ormai
chiedono altrove.

Una parte del budget Ads se ne va su ricerche che su Google quasi non avvengono più: si sono spostate su ChatGPT, Perplexity, Claude. Sono soldi che escono senza lasciare traccia. ECHO legge dove finisce ogni euro, keyword per keyword, e riporta a galla quello che i report non ti dicono.

⎯ Le domande a cui nessun report risponde

Non tutte le keyword che compri
stanno ancora portando clienti.

Il report ti dice quanto hai speso e quanti contatti sono arrivati. Non ti dice se quei due numeri hanno qualcosa a che vedere fra loro — né dove è finito tutto il resto.

01

Quante delle tue ricerche sono già migrate sulle AI?

Chi prima digitava una domanda su Google oggi la fa a ChatGPT, Perplexity o Claude. Se continui a pagare per quelle parole, stai comprando una domanda che si sta spostando altrove.

02

Quanti contatti usciti dalle Ads sono rientrati da soli?

Cliccano, non convertono, spariscono. Tempo dopo tornano da un’altra parte e diventano clienti. Il merito va all’organica. In realtà li avevi già pagati tu.

03

Quali ricerche portano clienti e quali solo curiosi?

Non le keyword su cui fai offerte: le chiavi di ricerca reali che le persone digitano. Sono due liste diverse, e la seconda è quella che ti svuota il budget.

⎯ La console

Ogni ricerca, il suo destino.

A sinistra le famiglie di ricerca, al centro il sito, a destra dove finiscono le persone: chi diventa contatto, chi entra in maturazione, chi esce senza lasciare traccia.

• ECHO · vista della consoleDati oscurati

Vista della console ECHO con i dati resi illeggibili

Immagine reale della console in funzione. I dati sono stati resi illeggibili: quello che vedi è la struttura della lettura, non i numeri di un cliente.

⎯ Il punto

Il budget non si perde tutto insieme.
Si perde una ricerca alla volta.

E si perde in silenzio: nessuna riga rossa nel report, nessun alert. Solo un costo che continua a scorrere su domande che non ti stanno più portando nessuno.

⎯ Come funziona

Legge. Apprende. Prevede.
Poi costruisce.

I report si fermano al primo livello. ECHO li attraversa tutti e quattro, ogni giorno, senza che nessuno glielo chieda.

01

Legge

Google Ads, GA4, HubSpot e la lettura dell’organica in un’unica vista. Non a livello di campagna: keyword per keyword e chiave di ricerca per chiave di ricerca. Ogni euro trova la ricerca che l’ha consumato e il contatto che ha prodotto — o non ha prodotto.

02

Apprende

Legge lo storico e impara come si comporta davvero il tuo mercato: stagionalità, tempi di decisione, quali ricerche precedono un cliente e quali non hanno mai portato a niente. Più mesi passano, più la lettura si affina.

03

Prevede

Proietta l’andamento sulle settimane successive e risponde alla domanda che conta davvero: se sposto il budget da qui a lì, cosa cambia? La risposta arriva prima della decisione, non nel report del mese dopo.

04

Costruisce

Qui smette di essere una dashboard. Sulle ricerche fredde non si limita a segnalare e a consigliare: prepara il materiale che serve a scaldarle, lo mette in circolo e poi controlla se ha funzionato.

⎯ La semina

Esce dalle Ads, rientra da
un’altra parte. E tu non lo sai.

È il fenomeno più costoso e meno misurato del marketing digitale, e ha un nome: semina. Una persona arriva da un annuncio, non converte, sparisce. Il contatto risulta perso e la campagna a perdere.

Tempo dopo quella stessa persona torna — da una ricerca organica, digitando il nome dell’azienda, o da una risposta di un’AI che ti ha citato — e diventa cliente. Per il tuo report è un merito dell’organica. In realtà l’avevi già pagata tu, e la campagna che stavi per spegnere era esattamente quella che stava seminando.

 

Il click

Arriva da un annuncio. Guarda, valuta, non lascia niente. Il costo viene registrato. Il risultato no.

 

Il silenzio

Passano i mesi. Nel report quella campagna risulta in perdita. Qualcuno propone di tagliarla.

 

Il ritorno

Torna da sola. Cerca il nome dell’azienda, legge, scarica. Entra da un canale diverso da quello che l’aveva accesa.

 

Il merito

ECHO ricollega. Riconosce il contatto, lo riporta al click d’origine e restituisce il merito alla ricerca che l’ha davvero innescato.

ECHO incrocia l’identità del contatto nel CRM, le sessioni registrate in analytics e la lettura dell’organica per ricostruire il percorso intero, non l’ultimo passaggio. La conseguenza pratica: le campagne che sembravano da tagliare sono spesso quelle che stanno seminando.

⎯ Dai prospect freddi, un asset nuovo

Non ti dice di fare un lead magnet.
Te lo costruisce.

Alcune ricerche portano traffico e non convertono mai. La reazione istintiva è spegnerle. Quasi sempre è l’errore più caro: non sono ricerche sbagliate, sono persone arrivate troppo presto — stanno cercando di capire, non ancora di comprare.

Qui ECHO fa la cosa che nessuno strumento di reportistica fa. Non si limita a segnalarti la ricerca fredda e a consigliarti di scaldarla: prende quei prospect, legge che cosa stavano davvero cercando e costruisce il materiale che li scalda — una guida, un assessment, uno strumento di autovalutazione — costruito su quella specifica domanda, non su un tema generico.

Ed è qui che c’è il guadagno vero. Dalle Ads non esce solo traffico: esce un asset. Un contenuto che continua a lavorare quando la campagna è finita, che porta contatti dall’organica, che le AI possono citare. Il budget pubblicitario smette di essere solo un costo e lascia qualcosa dietro di sé.

01Legge l’intentoChe cosa cercava davvero chi è arrivato da quella ricerca e non ha convertito.
02Costruisce il materialeGuida, assessment o strumento, scritto sulla domanda specifica di quel segmento.
03Prepara la catturaLa pagina, il modulo e la sequenza che accompagnano chi scarica.
04Segue la maturazioneTiene traccia di chi si sta scaldando e di chi è pronto per un commerciale.
05VerificaSe la strada non produce, lo dice e cambia impostazione.

Un prospect freddo non è un contatto sbagliato: è un contatto arrivato prima del momento in cui serviva.

⎯ Perché non è una dashboard

Le dashboard raccontano il passato.
ECHO partecipa.

La differenza non è quanti dati vedi. È che cosa succede dopo che li hai visti.

Dashboard tradizionale ECHO
Che cosa ti mostra Che cosa è successo Che cosa è successo, perché, e che cosa succederà
Livello di dettaglio Campagna e gruppo di annunci Singola keyword e singola chiave di ricerca reale
Ricerche migrate sulle AI Non le vede Le isola e le distingue dal resto del traffico
Attribuzione Ultimo canale Percorso completo, anche a distanza di mesi
Previsione Assente o lineare Proiezione sullo storico reale, con scenari di riallocazione
Ricerche fredde Le vedi rosse Costruisce il materiale per scaldarle
Dopo la decisione Aspetti il report del mese dopo Verifica continua e correzione in corsa

⎯ Che cosa entra in ECHO

Cinque fonti. Una sola lettura.

ECHO non sostituisce i tuoi strumenti: li fa parlare fra loro. Collegamento in sola lettura, nessun dato che esce dal tuo perimetro.

Analytics

GA4

Sessioni, percorsi e comportamento reale sul sito.

Advertising

Google Ads

Spesa, keyword acquistate e chiavi di ricerca realmente digitate.

CRM

HubSpot

Contatti, trattative e ciclo di vendita: dove il contatto diventa cliente.

Suite AiDENTITY

EKO Radar

La nostra suite di lettura dell’organica, con il dettaglio delle fonti AI: da quali motori generativi arrivano davvero le visite.

Suite AiDENTITY

Pulse

Il nostro report collegato all’ecosistema: la memoria storica da cui ECHO impara mese dopo mese.

⎯ La stanza in cui si decide

Prima o poi qualcuno deve
difendere quel budget.

E in quella stanza non basta dire che le campagne stanno andando. Serve sapere quale ricerca ha portato quale cliente, e che cosa succede se si sposta un euro da una parte all’altra.

⎯ Per chi è

Serve a chi ha budget
e non ha risposte.

ECHO dà il meglio dove c’è spesa continuativa, un ciclo di vendita che dura, e un CRM che registra quello che succede davvero.

Aziende B2B con ciclo lungo

Dove fra il primo click e la firma passano mesi, e l’attribuzione all’ultimo canale non significa più niente. È il contesto in cui la semina pesa di più.

Chi investe in Ads da anni

Più storico c’è, più ECHO impara in fretta. Se hai anni di campagne alle spalle, la memoria da cui partire è già dentro i tuoi account.

Direzioni che devono giustificare la spesa

Quando il marketing deve difendere il budget davanti a una proprietà o a un consiglio, servono la ricostruzione completa e la previsione — non uno screenshot di Analytics.

⎯ Domande frequenti

Quello che ci chiedono
prima di partire.

Che cos’è ECHO?

ECHO è la console di search intelligence di AiDENTITY. Collega Google Ads, Google Analytics 4, HubSpot e la lettura dell’organica, e ricostruisce keyword per keyword dove è finito il budget pubblicitario e che cosa ha prodotto. A differenza di una dashboard non si ferma alla lettura: apprende dallo storico, proietta l’andamento, propone le azioni e — sulle ricerche fredde — costruisce direttamente il materiale che serve a scaldarle.

Che cosa significa che parte del budget se ne va sulle AI?

Molte domande che una volta venivano digitate su un motore di ricerca oggi vengono poste direttamente a ChatGPT, Perplexity o Claude. La ricerca continua a esistere, ma non passa più dal canale su cui stai facendo offerte. Il risultato è che si continua a pagare per parole chiave la cui domanda si è spostata: ECHO isola questa quota di traffico e la distingue dal resto, così si capisce dove ha ancora senso investire.

Che cos’è la semina?

È il percorso di un contatto che arriva da un annuncio, non converte e sembra perso, e che tempo dopo rientra da un canale diverso — una ricerca organica, il nome dell’azienda digitato a memoria, una risposta di un’AI — e a quel punto diventa cliente. L’attribuzione classica assegna il merito all’ultimo canale, quindi la campagna che aveva seminato risulta a perdere. ECHO riconosce che si tratta della stessa persona e restituisce il merito alla ricerca d’origine.

ECHO suggerisce le azioni o le esegue?

Le propone, le ordina per impatto e ne verifica l’esito: la decisione sul budget resta di chi lo gestisce. Sulla parte di costruzione, invece, fa un passo in più: prepara concretamente il lead magnet, la pagina di cattura e la sequenza di maturazione per le ricerche fredde. Il risultato è un asset nuovo che nasce dalla spesa pubblicitaria e continua a lavorare anche dopo.

Che cosa sono EKO Radar e Pulse?

Sono le altre due componenti dell’ecosistema AiDENTITY che alimentano ECHO. EKO Radar è la suite di lettura dell’organica, con il dettaglio delle fonti AI: mostra da quali motori generativi arrivano le visite. Pulse è il report collegato all’ecosistema e costituisce la memoria storica su cui ECHO costruisce l’apprendimento.

Che accessi servono per partire?

Un collegamento in sola lettura a Google Ads, Google Analytics 4 e HubSpot, più gli accessi necessari alla lettura dell’organica. Nessuna modifica alle campagne in fase di attivazione e nessun dato che esce dal perimetro del cliente.

⎯ Il passo successivo

Vuoi sapere dove sta andando
davvero il tuo budget?

Ti mostriamo ECHO sui tuoi dati, senza toccare le campagne. Poi decidi tu.

⎯ Chiedi ECHO

Vedi ECHO sui tuoi dati.

Compila il form: ti ricontattiamo entro 24 ore lavorative per fissare la call. Collegamento in sola lettura, nessuna modifica alle tue campagne, nessun impegno.

    Preferisci scrivere? info@aidentity.it

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